17.42 – Se il mondo vi odia (Giovanni 15.18-21)
18Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20Ricordatevi della parola che io vi ho detto: «Un servo non è più grande del suo padrone». Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.
Con questi versi abbiamo la descrizione di una delle tante realtà tangibili per chiunque professi la propria fede davanti al “mondo”. La molteplicità delle azioni possibili nei confronti del cristiano è riassunta col verbo odiare, greco miséo, cioè detestare, disprezzare, non poter sopportare, ciò che i farisei, gli scribi e i capi del popolo provavano nei confronti di Gesù che nel nostro stesso verso dice “sappiate che prima di voi ha odiato me”. Non troviamo nei Vangeli momenti in cui questo sentimento si sia riversato sui discepoli perché ritenuti non pericolosi (se non nel libro degli Atti, ma qui il discorso è diverso perché il loro Maestro era già asceso al Padre). Indicativo il fatto che disse ai Suoi fratelli nella carne “Il mondo non può odiare voi, ma odia me, perché di esso io attesto che le sue opere sono cattive” (Giovanni 7.7): i discepoli potevano essere considerati persone che, pur condividendo l’operato di Gesù, non rappresentavano alcuna minaccia ma solo una fonte di preoccupazione che riguardava comunque il Figlio di Dio. Ricordiamo che fu detto “Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro Tempio e la nostra nazione” (11.48).
Circa lo spostamento dell’asse dell’odio da Gesù ai discepoli dobbiamo notare che l’apostolo Pietro scrive nella sua prima lettera agli ebrei convertiti “Carissimi, non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria, che è Spirito di Dio, riposa su di voi. Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore. Ma se uno soffre come cristiano, non se ne vergogni; per questo nome, anzi, dia gloria a Dio”.
L’odio del mondo si caratterizza con la persecuzione, di cui abbiamo già trattato, tanto nei tempi antichi quanto in quelli moderni e riguarda soprattutto quanti professano il cristianesimo oppure, per la comunità scientifica, i molti che sostengono l’impossibilità di una creazione dovuta al caso. Anche se sappiamo che l’ammettere l’esistenza di un Dio creatore non salva, è comunque vero che questa sia l’unica idea di partenza verso una ricerca che possa determinare l’approdo a Cristo ed ecco perché vengono propagandate le posizioni atee di Margherita Hack o Piergiorgio Odifreddi, ma ben difficilmente quelle di Chandra Wickramasinghe, matematico, astronomo e astrobiologo, autore di 40 libri sull’astrofisica che ebbe a scrivere “La probabilità che la vita si sia formata a partire dalla materia inanimata corrisponde a un numero decimale dove la cifra 1 compare preceduta da 40mila zeri dopo la virgola, un numero sufficientemente piccolo da seppellire Darwin e l’intera teoria dell’evoluzione. Non c’è mai stato un brodo primordiale, né su questo pianeta né altrove, e se gli inizi della vita non sono dovuti al caso, devono essere necessariamente stati il prodotto intenzionale di un’intelligenza”. Max Planck, fisico tedesco iniziatore della fisica quantistica e premio Nobel per la fisica, ha scritto: “Tutta la materia trova la sua origine ed esiste in virtù di una forza. Dobbiamo supporre che dietro a questa forza vi sia una mente cosciente e intelligente”.
Ho prelevato solo due nomi, ma il numero degli scienziati che hanno espresso opinioni differenti da quelle atee è enorme a partire da Galileo (“La matematica è l’alfabeto con cui Dio ha scritto l’universo”), di cui tutti ricordano la diatriba con la Chiesa di Roma che aveva male interpretato un passo biblico, Keplero (“Ti ringrazio, mio creatore e mio signore, che mi hai dato questa gioia delle opere della tua mano”), Newton (“La gravità spiega i movimenti dei pianeti, ma non può spiegare chi li ha messi in moto. Dio governa tutte le cose e sa tutto ciò che è o può essere fatto”), personaggi di cui si studiano gli scritti, ma non queste frasi.
Scrive Martin Lubenov, teologo americano: “L’evoluzione non è stata pensata come un attacco generale contro il teismo, ma come un attacco specifico contro il Dio della Bibbia rivelato chiaramente nella dottrina della creazione. Un evoluzionista è libero di scegliere qualunque dio desideri, purché non sia quello della Bibbia. Gli dèi permessi dall’evoluzione sono soggettivi e artificiali, non disturbano nessuno e non fanno alcuna richiesta morale. Invece il Dio della Bibbia è il Creatore, il Sostenitore, il Salvatore e il Giudice, tutti sono responsabili di fronte a Lui. Che l’uomo sia creato a immagine di Dio è un concetto grande e spaventoso, è molto più tranquillizzante pensare che Dio sia stato creato a immagine dell’uomo”.
Il mondo, tornando ai nostri versi, odia chi non è dalla sua parte, non ne condivide gli ideali e i metodi, ma ama “ciò che è suo”, greco filéo cioè avere caro, accogliere amorevolmente, prendersi cura, compiacersi di qualcuno, azioni molto ben definite da Gesù quando ebbe a dire “Se accogliete solo i vostri amici, cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?” (Matteo 5.47). Infatti, a sostegno della pace provvisoria ricercata da chi vive lontano dal Signore, Giobbe disse che “Le tende dei ladri sono tranquille, c’è sicurezza per chi provoca Dio, per chi riduce Dio in suo potere” (12.6) cioè al Suo posto ne costruisce un altro, uno creato a immagine dell’uomo come abbiamo letto.
L’amore del mondo con le sue varianti che abbiamo citato, quello per chi gli appartiene, è però apparente nel senso che è, per usare un termine impiegato da Gesù, “imbiancato” come quei “sepolcri imbiancati”, che “all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume” (Matteo 23.47), e ne danno forse la miglior prova tutte quelle leggi e costituzioni che vengono costantemente infrante o stravolte non appena se ne ravvisa la necessità.
L’amore del mondo è provvisorio e soprattutto illude, quello di Dio dura per sempre. L’amore del mondo non porta da nessuna parte, quello di Dio alla vita eterna.
Sempre l’autore di questo Vangelo, nella sua prima lettera, redige delle brevi considerazioni al riguardo: “Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore” (4.1-6).
Notiamo che Giovanni non parla di persone, ma di spiriti che le abitano, vale a dire il profondo dell’uomo, quella parte di lui che non possiamo leggere appieno e che sono convinto essere quello che viene definito inconscio. Pare che la nostra parte cosciente corrisponda ad un cerchio di 10-20cm disegnato su una grande lavagna sul tipo di quelle che si trovano nelle aule universitarie, che rimane nera, in cui abita, appunto l’incoscio. Ecco perché nei Vangeli l’oppositore è sì una persona, ma in realtà è lo spirito che la abita. La psicanalisi molto ha fatto per leggere l’inconscio, tante sono state le scoperte in merito, ma resta sempre una lettura umana, del mondo che non a caso giustifica ogni azione proprio in base al vissuto della persona in modo da farla sembrare quasi innocente a prescindere da ciò che ha fatto. Se così fosse, tutti sarebbero innocenti e non avrebbero bisogno di essere salvati. Certo l’inconscio ha una parte determinante per lo sviluppo della persona, ma è lo spirito che lo abita a determinarne la sua posizione spirituale.
Altra realtà che Gesù comunica ai Suoi è “Non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo” (notare quell’ “io” che conferisce alla frase un’autorevolezza totale): poco più tardi dirà al Padre “Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo” (17.14): la Parola trasforma, consente di fare delle selezioni, includere o escludere, prendere direzioni contrarie, praticare astensioni, vivere in modo simile a quello degli altri che non credono eppure profondamente distante ed è questo che non viene compreso e genera l’odio. Se la Chiesa fosse un’associazione di persone che condividono un interesse, verrebbe considerata alla stregua di una bocciofila o un gruppo di appassionati di cucina che non fanno male a nessuno, ma predicando e praticando la Parola di Dio, tanto più gli è fedele, tanto più è ostacolata. Il mondo predica la tolleranza verso qualunque tipo di diversità, ma non per chi è cristiano e non a caso è quello più deriso e schernito; lo abbiamo visto anche nella cerimonia di apertura nelle olimpiadi di Parigi del 2024 in cui si è assistito ad una festa pagana con drag queen ispirata all’ultima cena seguita da un miliardo di telespettatori.
La Chiesa è bene accettata solo nel momento in cui una parte di essa viene a patti con la visione del mondo che plaude al ministero femminile, al matrimonio omosessuale, all’accoglienza indiscriminata dello straniero poi libero di delinquere o sfruttare risorse che sarebbero legittimamente rivolte a chi a uno Stato appartiene, all’eliminazione della sua stessa missione; basta leggere le lettere alle Sette Chiese per rendersi conto di quanto lo spirito dell’Avversario (che è quello del mondo di cui è principe) abbia cercato di introdursi in loro, minando la loro missione in parte.
La Chiesa viene ben accetta anche nel momento in cui si fa complice di propagandare filosofie e stili di vita che non hanno nulla a che vedere col messaggio cristiano, come successo all’Abbazia di Maguzzano le cui monache benedettine eremite hanno promosso tre giorni di “ritiro del silenzio” basato sulla meditazione yoga. È evidente che un cristianesimo così non serva a nulla e quindi tanto valga dedicarsi a pratiche che portino solo risultati a vantaggio del corpo e della mente.
Ricordando le parole di Gesù “Voi siete la luce del mondo: non può restare nascosta una città che sta sopra un monte”, va da sé che è la vera Chiesa a dovere illuminarlo, consentendo a coloro che sono in esso e lo vogliono, di ricevere la luce e non viceversa. Stravolgere questo principio, equivale perdere la funzione originaria che le è stata affidata e che quindi ogni cristiano ha, essendo paragonato a una stella: “Altro è lo splendore del sole, altro è lo splendore della luna e altro è lo splendore delle stelle. Ogni stella differisce infatti da un’altra nello splendore” (1 Corinti 15,41). Ecco perché ciascuno di noi ha il dovere di non contristare lo Spirito Santo che Dio gli ha donato. A un prezzo immenso. Amen.
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